Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

lunedì 29 dicembre 2014

Top Five 2014

Fare delle scelte nel mare magno progressivo delle uscite internazionali non è certo agevole. More solito, propongo di seguito alcuni lavori tra i più meritevoli di questo 2014 che volge ormai al termine.

Inner Drive: Oasis
Debutto di grande qualità per i moscoviti Inner Drive. Una band che nel 2014 per la Lizard Records di Loris Furlan ha realizzato uno splendido disco interamente strumentale “Oasis”.
Le dieci tracce del lavoro del combo russo sono permeate da un raffinatissimo prog-fusion con trame melodiche suggestive e fini tessiture sinfoniche che avvincono l’ascoltatore fin dal primo momento e che negli ascolti ripetuti si consolidano in un godimento per il fruitore.
Hanno suonato nell’album con il leader tastierista-compositore Sergey Bolotov , i bassisti Dmitry Shtatnov e Alexei Klubochkin, i batteristi Vimal Nikonov e  Fedor Kozharinov che si cimenta anche al basso, i chitarristi Tatiana Kanevskaya Anatoly Gladkov,  la violinista Inna Klubochkina e la flautista Natalia Filatova.
A seguire un contributo video realizzato da me con immagini russe sulle note di Life in our minds uno dei brani più interessanti del disco.

For de loto: Nuevo mesias
Giunti al sesto album in studio i peruviani Flor de Loto colpiscono nuovamente il vostro blogger con un opera assai gradevole.
Il disco, dal titolo “Nuevo Mesias” ,consta di nove tracce (quattro strumentali) in cui si miscelano, in maniera corroborante, hard-prog, ballad melodiche, sprizzate etno- folk con il flauto di Junior Pacora in grande spolvero  e  la voce del compositore/chitarrista Alonso Herrera sempre all’altezza delle parti strumentali stimolanti.
Nell’edizione deluxe con dvd si possono trovare videoclip, live act, foto e il documentario (sottotitolato in inglese) sulla realizzazione del nuovo lavoro.
Da segnalare anche l’eccellente art work con la copertina psichedelica a cura di Estefania Fernandez Ruiz.
Line up: Alonso Herrera : chitarre e voce, Alejandro Jarrin: basso, Junior Pacora: flauto,quena, sax, zampogna e  charango. Ignacio Florez: chitarra. Agustina Gonzalez Garcia: cori. Daniel Lopez Gutierrez : tastiere e alla batteria/percussioni Alvaro Escobar.
Eccovi uno degli strumentali più gradevoli: La tabla esmeralda, seconda traccia del disco

Solaris: Martian Chronicles II
Un ritorno intrigante e coerente, seppur molto legato al nitore filologico del loro splendido disco d’esordio del 1984 (Martian Chronicles),  è quello dei progger sinfonici ungheresi Solaris con Martian Chronicles parte seconda, sempre ispirato al libro di fantascienza di Ray Bradbury.
Da rammentare che il nome del gruppo deriva dal titolo del famoso romanzo del polacco Stanisław Lem  che nel 1972 divenne pure un film fantascientifico filosofico del  regista russo  Andrej Tarkovskij.
Le cronache marziane del terzo millennio sono strumentali con una cascata di tastiere e inserti di flauto sempre ben assortiti soprattutto nell’iniziale lunga suite omonima che si svolge in sette movimenti davvero notevoli per oltre ventidue minuti d’intensa goduria progressiva.
Il resto del disco non è all’altezza dell’inizio pur mantenendosi di dignitoso livello, eccezion fatta per l’ultima traccia un po' aliena come il titolo ci fa capire (Alien song)
Line up:  Csaba Bogdan: chitarre,  Robert Erdesz: tastiere, Attila Kollar: flauto, Laszlo Gomor e Ferenc Raus alla batteria, Attila Seres al basso e il violino suonato da Edina Szirtes ‘Mokus.

Kant Freud Kafka: No tengas miedo
Qualcuno ha voluto unire tre grandi menti della letteratura e psicologia e farne un nome di un progetto musicale, per concepire questo era necessario estro e creatività , ciò che non manca al polistrumentista/compositore -one man band- spagnolo Javi Herrera che esordisce discograficamente con un album “No tengas miedo” tutto da gustare.
Il catalano Herrera, che si cimenta in tastiere/percussioni/voce facendosi aiutare da numerosi musicisti di eccellente levatura tecnica, con sei tracce per quasi un ‘ora di musica ci porta in universi sinfonici, space rock,  simil floydiani, jazz fusion, per un risultato finale che lascia un buon sapore nel palato cognitivo del fruitore.

Gens de la lune: Epitaphe
I concept album sono ormai da tempo prassi consolidata del mondo progressive e non solo, quello proposto dai francesi Gens de la lune dal titolo “Epitaphe”, ispirato alla vita di Leon Deubel poeta transalpino grande ammiratore di Verlaine e morto suicida a 34 anni nel 1913, è indubbiamente un bel doppio disco per dodici tracce (sei per cd) di 86 minuti di ottimo prog sinfonico.
I Gens de la lune, con questo lavoro, giungono alla terza uscita discografica e lasciano il segno, l’ensamble capitanato da un nome storico del progressive europeo ossia il funambolico-trasformista compositore Francis Decamps (classe 1952) degli Ange con una produzione assai curata anche a livello di art work,realizzano un’opera rock progressive sicuramente significativa per chi ha amato gli Ange  
Line up: Jean Philippe Suzan alla voce, Francis Decamps alle tastiere, Damien Chopard alle chitarre, Cedric Mells alla batteria e al basso Mathieu Desbarats.

Giacché non ho segnalato nessun disco inglese, per quanto riguarda il panorama non progressive, mi preme citare: “The take off and landing of everything”,  il sesto album in studio degli Elbow, band originaria di Manchester, produttrice di una birra artigianale di nome Charge.
Il disco registrato ai Real World Studios di Peter Gabriel si muove tra intense ed eleganti ballads con la splendida voce di Guy Garvey, assai simile al buon Peter tra l'altro..., sempre in grande spolvero.


sabato 27 dicembre 2014

Top five italiana 2014

Anche quest’anno condivido, mediante il blog, le proposte dell’area progressiva italiana che mi sono piaciute maggiormente tra quelle che ho potuto ascoltare.


Fabio Zuffanti: La quarta vittima
Il bassista/polistrumentista/compositore genovese, in veste anche di cantante come in tutti i suoi progetti solistici, ha lasciato il segno con l’album “La quarta vittima” che fa riferimento a “Lo specchio nello specchio”  uno dei racconti gotici/surreali dello scrittore tedesco Michael Ende.
Il disco con le sue sette tracce, per quasi un’ora di musica, offre emozioni a tutto tondo,sia nelle parti strumentali, sia attraverso testi ben calibrati e sempre profondi.
In varia misura hanno suonato assieme al poliedrico Zuffanti: il coarrangiatore e direttore artistico Rossano “Rox” Villa anche alle tastiere, clavicembalo e trombone, i batteristi Saverio Malaspina, Paolo `Paolo' Tixi  e Enzo Zirilli. Riccardo Barbera  al basso/ contrabasso. Laura Marsano alla chitarra. I tastieristi Emanuele Tarasconi, Alberto Tafuri. Il “fiatista” Gian Marco `Pantera' Pietrasanta . Fabio Biale al violino. Luca Scherani al vibrafono  e  glockenspiel. Agostino Macor al theremin ,ai cori” Carlo Carnevali e Simona Angioloni



Marco Masoni: Il multiforme (paesaggi catartici ed operette morali)
Ci sono dischi che apprezzi fin dal primo ascolto e che , di volta in volta, di esecuzione in esecuzione , trovi sempre più stimolanti.
Esempio lampante è “ Il multiforme (paesaggi catartici e operette morali) ” di Marco Masoni. Il musicista pisano , fondatore dei Germinale, gruppo progressive- perdonate la volontaria rima- seminale, superati i quarant’anni con questo primo disco da solista per AMS record crea uno stupefacente lavoro in bilico tra cantautorato, pop e progressive.
Un’oretta di musica che fluisce adeguatamente in ogni contesto di ascolto.
Grande merito per la riuscita discografica è rappresentato dall’indiscutibile sensibilità compositiva del multiforme  Masoni accompagnato dalla bravura dei numerosi musicisti che l’hanno coadiuvato quali il coarrangiatore/ingegnere del suono/tastierista Edoardo Magoni, i batteristi Maurizio Di Tollo, e Jacopo “Shuffle” Giusti e il chitarrista Lorenzo Ughi


Tom Moto: Allob Allen
Tre, per la scuola Pitagorica,  è considerato  il numero perfetto, in quanto sintesi del pari (due) e del dispari (uno), anche per i cinesi è un numero fondamentale giacché rappresenta la totalità cosmica: cielo, terra, uomo.
In musica progressiva il “tre” più illustre è quello di Emerson, Lake and Palmer o per chi ama sonorità più hard quello canadese dei Rush.
Anche i pisani Tom Moto sono in tre (batteria, basso e tromba) e hanno rilasciato per Lizard Records, “Allob Allen” ,  un eccellente lavoro post prog con riuscite contaminazioni psyco- jazz-punk-funk,
Il disco,quasi interamente strumentale, nelle sue sei tracce per un'oretta abbondante di musica,  risulta impregnato di una miscela di energia e di stupore allucinogeno vibrante, lontano da ottiche commerciali.
Line up: Marco Calcaprina alla tromba e synth, Juri Massa alla batteria e al basso/chitarra Giulio Tosi con la partecipazione straordinaria del duo vocale “Belle di Mai”(Alice Casarosa e Irene Rametta) in tre brani.


Daal: Dances of the drastic navels
I Daal (che in realtà è un duo: il bergamasco Costa e il romano Guidoni) sono autentici fuoriclasse del pianeta progressivo.
Con “Dances of the drastic navels”, quinto album in studio, i musicisti offrono un viatico verso un viaggio onirico di prim’ordine, serrate ritmiche e tastiere avvolgenti per 5 tracce di puro godimento e 50 minuti abbondanti di emozione sonora che si poggia su equilibrato mix di suoni vintage ed elettronica.
Da segnalare, more solito, lo splendido lavoro di artwork , anche in questa occasione l’eclettico Guidoni ha colpito il bersaglio.
Line up: Alfio Costa: tastiere, Davide Guidoni: batteria e percussioni.
Special Guests:  Ettore Salati: chitarra, Bobo Aiolfi: basso, Letizia Riccardi : Violino
Tirill Mohn e Guglielmo Mariotti per le parti cantate.


Astrolabio: L’isolamento dei numeri pari
I veronesi Astrolabio, che prendono il nome  dall’antico strumento astronomico che può localizzare o calcolare la posizione di corpi celesti come il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle, si autodefiniscono con una spiccata propensione ironica band di rock degressivo italiano.
Il loro lavoro d’esordio “L’isolamento dei numeri pari” (il cui titolo si ispira liberamente al bel libro di Paolo Giordano “la solitudine dei numeri primi”) distribuito da Andromeda Relix e Lizard Records, consta di undici tracce, tutte abbinate rigorosamente a numeri dispari con un omaggio finale  ai Ribelli di Demetrio Stratos con Pugni chiusi e un intrigante proposta “Un Minuto di Silenzio per il Sistema Bancario Internazionale (Bancomat)”.
Sound corposo con il flauto di Antonelli che crea tessiture simil Jethro Tull e passa dall'hard-prog-blues  a momenti più delicati tra ballad e catarsi psichedelica.
Line up: Michele Antonelli – voce, chitarra, flauto traverso; Alessandro Pontone – batteria; Massimo Babbi – tastiere e Paolo Iemmi – voce, basso.


La proposta non progressiva  che mi sento di offrire quest’anno riguarda il disco
“Almanacco del giorno prima”  che è poi il quinto album del cantautore emiliano Giuseppe Peveri, in arte Dente i cui testi sono spesso caratterizzati da giochi di parole e grottesca ironia.
Il lavoro, assai interessante come tutta la produzione del cantautore, rielabora il titolo della curiosa rubrica televisiva “l’almanacco del giorno dopo”, consta di dodici tracce che confermano il suo stile minimale e raffinato con spruzzate vintage  e melodie seduttive.

venerdì 26 dicembre 2014

Mad Fellaz

I Mad Fellaz di Bassano del Grappa si sono formati nel 2010 come trio (i due Busatto più il chitarrista Pasin) , dopo aver ampliato la band, i ragazzotti veneti  nel 2013 hanno esordito discograficamente con un omonimo lavoro totalmente strumentale.
 Il disco proteso verso sonorità  prog seventies, ha fragranze  e  sfumature psichedeliche e jazz-blues per un prodotto interessante per un’oretta di musica.
Line up: Marco Busatto : batteria, Paolo Busatto ed Emanuele Pasin :chitarre,  Carlo Passuello: basso . Enrico Brunelli : tastiere e  Rudy Zilio: flauto e clarinetto.


Album consigliato: Mad Fellaz (2013)

lunedì 22 dicembre 2014

Empirical Time

Gli Empirical Time sono un quintetto patavino formatosi nel 2011 da un’idea del tastierista/cantante Riccardo Scarparo e del bassista Andrea Baggio.
L’ensamble veneto ha debuttato discograficamente nel 2013 con "Songs, Poems and a Lady", prodotto e distribuito dalla  Ma.ra.cash Records con un art work molto curato. Undici tracce per quasi un’ora di musica con un cantato in inglese e spruzzate elettroniche e psichedeliche per un album dall’afflato vintage, gradevole nel suo divenire.
Line up: Riccardo Scarparo: Piano, Tastiere, Sintetizzatori – Voce. Federico Galleani: Chitarra – Voce. Giovanni Croatto: Chitarra – Voce. Robert Anthony Jameson: Batteria ed Andrea Baggio: Basso elettrico.
Sito ufficiale: http://www.empiricaltime.com/

Album consigliato: Songs, poems and lady

sabato 20 dicembre 2014

Methodica

La band di progressive metal dei veronesi Methodica hanno pubblicato fino ad oggi un eccellente album nel 2009 “Searching for reflections” per la produzione di Fabio Serra e un e.p. nel 2011 “The marble column” dove trova riparo, artisticamente parlando, una cover di Light my fire dei Doors (guardare il video qua sotto).
Le sonorità sono, ovviamente, poco tenere, impreziosite dall’ ottima vocalità di Massimo Piubelli che canta in inglese.
Line up: Marco Baschera: tastiere, Alessandro Brisco: basso, Marco Ciscato: chitarre, Massimo Piubelli: voce e Marco Piccoli alla batteria.
Link utile: http://www.myspace.com/methodicaband

Album consigliato: Searching for reflections (2009)

venerdì 19 dicembre 2014

Røsenkreütz

I Røsenkreütz , prendono il nome dall’esoterista tedesco Christian Rosenkreutz , considerato il fondatore dell'ordine dei Rosacroce, sono un progetto la cui paternità spetta all’esperto polistrumentista/produttore veneto Fabio Serra.
Dopo vari anni di gestazione Serra suonando tastiere e chitarre , accompagnato dal batterista Gianni Brunelli, dal bassista Gianni Sabbioni  e dal cantante Max Piubelli dei Methodica, ha creato un folgorante esordio discografico in questo 2014 che ormai volge al termine.
In effetti il lavoro dal titolo evocativo “Back to the stars” (Andromeda Relix) è un ritorno alle costellazioni di un possente e pomposo suono progressive (tipico degli anni 70) con una solennità maestosa sia nelle parti vocali (in inglese) sia in quelle strumentali .Vale la pena anche segnalare che altri ottimi musicisti hanno prestato il loro contributo alla riuscita del disco, quali Cristiano Roversi (Moongarden, Mangala Vallis) allo stick, Gabriele Amadei al violino, Angela Merlin alla voce, Carlo Soliman al pianoforte e Luca Nardon alle percussioni.
Sito ufficiale: http://www.rosenkreutz.net/
Qui in versione live:

Album consigliato:  Back to the stars (2014)

giovedì 18 dicembre 2014

Logos

I Logos sono una band veronese formatasi nel 1996 come cover band delle Orme.
Per l'ensamble scaligero, dopo gli autoprodotti Logos nel 1999 e Asrava nel 2001, finalmente arriva nel 2014 la prima produzione discografica ufficiale con l'interessante "L'enigma della vita" (Andromeda Relix).
Suoni ricchi di tastiere con una propensione vintage ma che non cade nell'autocelebrazione dei seventies.
Line up:  Fabio Gaspari: chitarra, basso e voce. Luca Zerman: tastiere e voce solista. Claudio Antolini: tastiere e alla batteria Alessandro Perbelini.
Sito ufficiale: http://www.logosprog.it/


Album consigliato: L'enigma della vita (2014)

martedì 16 dicembre 2014

Fabio Zuffanti

Parlare di Fabio Zuffanti, per ogni amante del progressive, è sempre un dovere (quando esce un suo disco) ma soprattutto un grande piacere in quanto il bassista/compositore genovese è una figura imprescindibile del panorama progressivo nostrano, e non solo.
L'uscita del nuovo lavoro di Fabio assieme alla notevole Z Band per AMS dal titolo "Il mondo che era mio- Live in studio", è una logica conseguenza produttiva dopo una serie di date che ha visto l'ensamble esibirsi anche in Belgio, Olanda e Canada.
Il lavoro ha tutte le caratteristiche per essere apprezzato da chi ha amato i Finisterre, qui riproposte con una nuova veste In Limine ed Orizzonte degli eventi, gli Hostsonaten con una succosa  Rainsuite, i La Maschera di cera con una straordinaria versione intima di La Notte trasparente e l'ultima possente produzione del Zuffanti solista di quel gioiellino che è La quarta vittima, con la title track, Una sera d'inverno e Non posso parlare più forte.
Sette tracce per un'ora assai abbondante di musica che scorre via lieve come una carezza di  vento benefico.
Line up: Fabio Zuffanti: Voce, basso, Martin Grice: Sax e Flauto, Matteo Nahum: chitarra, Giovanni Pastorino: tastiere e Paolo"Paolo" Tixi alla batteria.
Sito ufficiale: http://www.zuffantiprojects.com/

venerdì 12 dicembre 2014

Astrolabio

Gli Astrolabio sono un ensamble veronese  nato  nel 2009 dalle ceneri degli Elettrosmog autori di un concept nel 2007 dal titolo Monologando.
I veneti, che si autodefiniscono con arguta ironia  band di rock degressivo italiano,  propongono  una miscela di hard progressive e parti più acustiche con un buon uso flautistico che fa l’occhiolino al passato dei seventies ma con gusto moderno.
Nel  2012 hanno licenziato “Temperato Demo(dé)”, CD-demo autoprodotto e nel 2014 l’eccellente album “L’isolamento dei numeri pari “
Line up: Michele Antonelli – voce, chitarra, flauto traverso; Alessandro Pontone – batteria; Massimo Babbi – tastiere e Paolo Iemmi – voce, basso.
Sito ufficiale: http://www.astrosito.it/

Album consigliato: L’isolamento dei numeri pari (2014)

giovedì 11 dicembre 2014

Three Monks

I Three Monks sono un ensamble aretino creato da Paolo “Julius” Lazzeri un virtuoso compositore/organista assieme al compositore/bassista Maurizio “Bozorius” Bozzi.
I due musicisti, già attivi negli anni settanta ,dopo un’ eccellente uscita discografica nel 2010 Neogothic Progressive Toccatas , si sono fatti accompagnare da due valenti dramme  Roberto “Placidus” Bichi e Claudio “Ursinus” Cuseri per produrre nel 2013, sempre per  Black Widow Records,  il lavoro The Legend of the Holy Circle.
Vigoroso prog sinfonico strumentale con ispirazione gotico/esoterica/alchemica, queste le stigmate di un gruppo tutto da gustare, seppur non di facilissima fruizione.


Album consigliato: Neogothic Progressive Toccatas (2010)