Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

sabato 31 ottobre 2015

Abstraction Layer

Gli Abstraction Layer sono un supergruppo di prog sinfonico proveniente da San Paolo e formato da membri di altre band: il polistrumentista (nel disco suona basso, tastiere e batteria) Diego Sgrillo dei Cinema Show , il cantante Jorge Sanchez dei Wejah e il virtuoso chitarrista Fernando Pacheco del gruppo Recordando o vale das macas, attivo negli anni settanta /ottanta.
Da questa collaborazione si è materializzato un solo splendido disco nel 2010 “The Glass Flower” che ha l’unica pecca di essere breve per gli standard del terzo millennio, solo 37 minuti e mezzo.


Album consigliato: The Glass Flower (2010)

venerdì 30 ottobre 2015

Saulo Battesini

Il chitarrista compositore Saulo Battesini (classe 1960) ha fatto parte di gruppi come i Kaizen (un solo disco negli anni novanta ) e soprattutto dei Quaterna Requiem.
Ha esordito nel 2010  come solista con Scored Fractals per Musea records, ospitando molti valenti musicisti (ex Kaizen, Bacamarte e Aether)per un album strumentale di poco più di un’ora di ottima fattura che veleggia tra prog sinfonico, momenti simil jazz e cenni di musica classica.


Album consigliato: Scored Fractals (2010)

Blue Mammoth

I brasiliani Blue Mammoth si costituiscono nel 2009 per opera dell’ex bassista degli Octophera (vedi scheda in MAT dell’Aprile 2013) Julien Quilodran e del cantante-tastierista-compositore Andre Micheli.
Accompagnati dal chitarrista Andre Lupac poi sostituito da Cesar Aires e dal batterista Thiego Mayer hanno rilasciato, per Masque Records, nel 2011 il loro unico album omonimo.
Lo stile, con una base prog-sinfonica, prende spunti da un certo hard rock dei seventies più cenni AOR colorandolo con improvvise variazioni ritmiche alla stessa stregua degli svedesi Beardfish che, proprio nel 2011, diedero vita ad un disco chiamato Mammoth (coincidenza?).
I Blue Mammoth con un nuovo chitarrista Vinicius De Oliveira stanno lavorando al secondo disco che sta avendo una genesi un pò sofferta essendo stato annunciato già quasi due anni fa.


Album consigliato: Blue Mammoth (2011)

giovedì 29 ottobre 2015

Wejah

Provenienti da San Paolo, la storia dei Wejah inizia nel 1982, allorquando la band, più orientata su un hard rock canonico, viene fondata da Eduardo Miranda (chitarra), Nelson Sanchez (voce), Jorge Sanchez (basso/voce) e Wladimir Augusto (batteria), originariamente con il nome di Bandeira Rasgada.
Dopo  qualche cambio nell’organico e aver mutato nome in Wejah pubblicando un disco nel 1988, la band si scioglie per ritornare assieme discograficamente ed episodicamente nel 1998.
Nel terzo millennio una reunion porta la pubblicazione di “Springtime” con questa line up: Jorge Sanchez (voce/basso), Nelson Sanchez (chitarre e tastiere), Marcelo Perez (tastiere),Wladimir Augusto e Luiz Fernando alla batteria.
Il genere è un eclettico crossover tra jazz rock progressivo e space rock.


Album consigliato: Springtime (2006)

domenica 25 ottobre 2015

Satanique Samba Trio

In primis non si tratta di trio ma di quintetto o anche sestetto,dipende dalle occasioni.
Non è un gruppo satanico, né suona –in modo ortodosso- samba o musica tradizionale brasiliana.
I Satanique Samba Trio sono un ensamble d’avanguardia progressiva avant rock estremamente particolare, nei 5 dischi pubblicati (più una antologia del 2014 “Badtriptych”  e una semi compilation del 2015”Mò bad”  uscita solo in vinile),”destrutturano” e miscelano svariati suoni con perizia e fantasia attraverso  molteplici strumenti e la creatività compositiva del bassista Munha.


Album consigliato: Misantropicalia (2004)

sabato 24 ottobre 2015

Diapasao

Autori di una singola prova discografica nel 2006 per la label Masque Records, i brasiliani Diapasao sono un trio strumentale formato dal leader e virtuoso tastierista Rodrigo Lana assieme al bassista/chitarrista acustico Gustavo Amaral e il batterista Fabiano Moreira.
Il trio riecheggia le sonorità di E.L & P. con sfumature jazzy, il tutto con buon gusto per un lavoro di pregevole fattura.



Album consigliato: Opus 1 (2006)