Rikard Sjoblom (Beardfish)

Rikard Sjoblom (Beardfish)

mercoledì 28 dicembre 2016

Top Five Internazionale 2016

Scegliere nel mare magno delle uscite discografiche del 2016 non è agevole. 
Eccovi la mia personalissima, nonchè opinabilissima, top five internazionale tra i lavori che ho potuto ascoltare

Amoeba Split: Second Split
Uscito il 2 Giugno per la Label Azafran Media, “Second Split” il secondo attesissimo disco degli spagnoli Amoeba Split, seppur più incline a virate jazzistiche, non ha deluso le aspettative.
Chi, come il vostro blogger, si era deliziato con il loro primo album “Dance of Goodbyes” (vedi http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2015/05/amoeba-split.html) troverà anche in questo lavoro, totalmente strumentale, le coordinate canterburiane che tanto fascino esercitano ancora nel terzo millennio, il tutto con una freschezza compositiva che l’ensamble galiziano mette in ogni nota delle sei tracce per 41 minuti di sound stupefacente.
Line up: Ricardo Castro Varela: Hammond, Mellotron, Moog, Piano. Alberto Villarroya Lopez: basso, tastiere e chitarre. Fernando Lamas: batteria. Pablo Añón : Soprano, alto & sax tenore. Eduardo "Dubi" Baamonde : Sax tenore e flauto e Ruben Salvador: Tromba.

Hominido: Alados
Gli Hominido sono un’entità importante per il progressive sudamericano, cileno in particolare.
Il loro secondo disco, “Alados”, uscito in autoproduzione il 7 Settembre, conferma la consistenza  sonora del primo disco “Estirpe Litica (2014) nonostante le importanti defezioni di uno della triade dei padri fondatori del gruppo: il bassista Francisco Martin e soprattutto della voce femminile Eliana Valenzuela.
Alados è comunque un disco molto godibile, cantato in spagnolo (idioma che trovo molto suggestivo di per sé) da Javier Briceño Perez, per un’ora abbondante di musica suddivisa in undici tracce composte dai padri fondatori del gruppo Pablo Carcamo Risso e Rodrigo González Mera.
Nel loro sound, fluttuante tra dolcezza e vigore, predominano i delicati tocchi chitarristici di Nathan Ide Pizarro e una suadente tromba suonata Cristopher Hernandez Catipillan che utilizza anche il Duduk, un antico strumento tradizionale armeno simil flauto.
Line up: Javier Briceño Perez: voce. Pablo Carcamo Risso: chitarra, tastiere.
Nathan Ide Pizarro: chitarra tocco. Rodrigo González Mera: batteria, percussioni. Cristopher Hernandez  Catipillan : tromba, corno francese, duduk e Benjamin Ruz Guzman: violino.

Dungen: Haxan
Gli svedesi Dungen sono giunti nel 2016 a registrare l’ottavo disco in studio, un album completamente strumentale dal titolo Haxan che significa  “ La Strega”.
Il lavoro, uscito a livello mondiale il 25 novembre per l’etichetta Smalltown Supersound, è di fatto il commento sonoro del più antico film d’animazione muto del 1926 “The adventures of Prince Achmed” della cineasta tedesca Charlotte “Lotte” Reiniger.
Quattordici tracce (tutte con titoli in svedese) per 39 minuti di proposta musicale in cui il quartetto di Stoccolma si esibisce in una performance assai affascinante tra psichedelia progressiva, passaggi free form e ambientazioni più pacate simil Sigur Ros con uno spiccato minimalismo melodico.
Line up: Gustav Ejstes: pianoforte, chitarra. Reine Fiske: chitarra. Mattias Gustavsson: basso. Johan Holmegaard: batteria


Dewa Budjana: Zentuary
Il nuovo doppio album, triplo se parliamo di vinile, del compositore/produttore/chitarrista indonesiano Dewa Budjana (classe 1963) è davvero di notevole qualità.
“Zentuary”  è un lavoro prog/fusion con marcate influenze etniche.
In questa uscita discografica il musicista balinese (leader della pop/rock band “Gigi”) viene affiancato da un cast stellare: Tony Levin al basso, i magnifici batteristi/pianisti Gary Husband e Jack DeJohnette, i sassofonisti Danny Markovich e Tim Garland, Guthrie Govan alla chitarra e la straordinaria flautista indonesiana Saat Syah.
Dodici tracce per oltre 100 minuti di magistrale musica quasi tutta strumentale, con due brani cantati dalle vocalist Ubiet e Risa Saraswati.e un cameo dell’Orchestra Sinfonica della Repubblica Ceca diretta da Michaela Růžičková.
Un lavoro suntuoso, molto ambizioso, da possedere assolutamente in discografia.

Gustavo Santhiago: Animam
Cinque tracce per 47 minuti di prog sinfonico per il disco d’esordio autoprodotto di questo giovanissimo polistrumentista/compositore brasiliano.
Se il buon giorno si vede dal mattino è indubbio che Santhiago -con i suoi 17 anni- abbia un futuro radioso in quanto queste composizioni sono già di eccellente livello con un uso massiccio di tastiere e fughe melodiche d’impatto, con riferimento ai classici del prog seventies, virate verso musica etnica (indiana, celtica) e afflati jazzistici.
Nulla di originalissimo ma prodotto davvero gradevole e poi bisogna dare fiducia alle giovani leve..    
Tutti i brani sono stati composti, prodotti e mixati dallo stesso Gustavo Santhiago, coadiuvato come ingegnere del suono e mastering da Renato Napty. L’artwork è di Eduardo Passini.
Line up: Gustavo Santhiago: tastiere, basso, flauto. Felipe Salvego: chitarre. Ilan Milner : basso. Giovanni Lenti (cugino) e Gabriel Costa: batteria. Ricardo Santhiago (fratello): chitarra, sitar.


Tra i dischi non propriamente progressive, desidero segnalare un gioellino uscito il 3 Giugno per ATO Records, si tratta di Monolith of Phobos  composto e suonato dai virtuosi polistrumentisti/ cantanti Les Claypool (il leader dei Primus) e Sean Lennon (il figlio che John ha avuto da Yoko Ono nel 1975).
Undici tracce per 50 minuti di puro sound psichedelico seventies con un tocco di “sghembo” space rock. Su tutta questa geniale follia creativa predominano la verve schizo/istrionica di Claypool che al basso è un autentico fenomeno e la vocalità simil paterna di Sean Lennon che addolcisce le partiture non sempre agevoli per il fruitore.

martedì 27 dicembre 2016

Top Five Italiana 2016

Come di consueto, eccovi le mia personalissima top five progressiva italiana estratta dai dischi che ho potuto ascoltare in questo 2016 che sta declinando.

Eveline’s dust: The painkeeper
La gioventù proghettara riesce a sfornare album di notevole livello, uno degli esempi più eclatanti è il secondo disco dei pisani Eveline’s Dust (ED), vincitore del prestigioso premio per la migliore band emergente al Fim Rock Contest 2016.
Il titolo del lavoro è “The Painkeeper” (Lizard Records), un concept album di 44 minuti diviso in 9 tracce, ispirato al componimento poetico “ Il custode di dolori” dell’intellettuale pisano Federico Vittori.
Il disco, che narra la perenne lotta contro un oscuro personaggio che ha l’obiettivo di sottrarre le aspirazioni agli uomini , è particolarmente suggestivo, con la calda voce di Pedreschi a impreziosire la trama narrativa tra svariate sfacettature progressive con richiami vintage e virtuosismi mai fini a se stessi.
La Line up ufficiale dell’ensamble toscano:Nicola Pedreschi (tastiere e voce), Lorenzo Gherarducci (chitarre), Marco Carloni (basso) e Angelo Carmignani (batteria) è stato coadiuvato dalla voce femminile di Carolina Paolicchi e dal virtuoso saxofonista Federico Avella.
Da notare il particolare artwork del fumettista Francesco Guarnaccia e il mastering dell'album ad opera dell’empolese Andrea “Pelle” Pellegrini, tecnico del suono/fonico , tra gli altri, di Crimson Project, Adrian Belew, Gavin Harrison, Nek, Elio e le storie tese.

Paradiso degli Orchi: Il corponauta
Il Corponauta (AMS Records) è il secondo full lenght dei bresciani Paradiso degli Orchi (nome tratto dal primo romanzo di Daniel Pennac del ciclo di Malaussène), undici tracce per quasi ottanta musica di grande portata progressiva.
Il lavoro è ispirato all’omonimo romanzo di Flavio Emer, scomparso nell’Agosto 2015 a 46 anni, un autore affetto da distrofia muscolare congenita ma capace, attraverso un computer, di poter esternare i propri pensieri.
Il disco, dalla genesi prolungata con la supervisione/produzione dal deus ex machina del prog nostrano il genovese Fabio Zuffanti, tocca vertici assoluti nella ricchezza degli arrangiamenti estremamente raffinati in ogni brano del disco.
Momenti vigorosi di mero rock-progressive intercalati da aspetti psichedelici con toccate etniche, atmosfere cantautorali e un sublime flauto che si erge a suscitare meraviglia.
Un corponauta nell’iperspazio delle sensazioni artistiche gradevoli.
Line Up: Michele Sambrici: chitarre e synth. Marco Degiacomi: batteria e voce. Andrea Corti: basso. Stefano Corti: percussioni. Sven Jorgensen: voce e Andrea Calzoni al flauto.

Hostsonaten:“Symphony n.1 : Cupid & Psyche”  
Symphony n.1 : Cupid & Psyche” (AMS Records) degli Hostsonaten è una creatura sinfonica partorita dalla mente dei “geni” liguri il musicista/compositore Fabio Zuffanti e Luca Scherani, autore degli arrangiamenti e delle orchestrazioni.
Il duo, coadiuvato da una schiera di ottimi musicisti, si cimenta in una ricca suite per gruppo e orchestra, un concept album-totalmente strumentale- che si ispira alla storia di Amore-Cupido e Psiche di Apuleio, scrittore della Numidia del secondo secolo dopo Cristo.
Dieci tracce -senza pause- per tre quarti d’ora di vibrante godimento e rilassamento psicofisico.
Le vicende della storia, che si possono trovare all’interno della confezione (cd o lp), sono vergate dal filosofo/scrittore/sceneggiatore alessandrino Pee Gee Daniel che si basa sulla narrazione di Apuleio, la traduzione in inglese è della flautista Joanne Roan.
La genesi musicale del magnifico disco è sintetizzabile in una intesa perfetta tra band “tradizionale” ed orchestrali, con spunti melodici d’intensa seduzione, per un lavoro che non presenta momenti di flessione.
Line up: Fabio Zuffanti e Daniele Sollo (Basso), Luca Scherani (tastiere), Laura Marsano (chitarre). Paolo “Paolo” Tixi alla batteria/percussioni.
Ospti orchestrali: Sylvia Trabucco (primo violino), Alessandra Dalla Barba (secondo violino),Ilaria Bruzzone (viola). Chiara Alberti (violoncello), Marco Callegari (tromba), Alberto Repetto (corno),Federico Curotto (trombone), Maurizio Zofrea (sax tenore),Sofia Bartolini (fagotto), Luca Tarantino (oboe) e Joanne Roan (flauto).

Ingranaggi della Valle: Warm Spaced Blue
I giovani romani Ingranaggi della Valle allargando la line up a sette musicisti hanno ulteriormente migliorato la qualità della loro già considerevole produzione discografica.
Il loro secondo disco Warm Spaced Blue uscito il 28 settembre per la Black Widow Records di Genova è di notevole spessore strumentale con la voce della new entry Davide Savarese ben amalgamata alla struttura sonora del gruppo, sempre orientata su suoni “tenebrosi” rock-progressivi dalla tastiera poderosa (mellotron in primis) con inclinazioni jazz canterburiane.
Sei tracce per tre quarti d’ora abbondanti di sopraffina musica con due strumentali e una suite di tre canzoni dedicate ai miti di Cthulhu dello scrittore statunitense orrorifico-fantasy H.P.Lovercraft.
Da sottolineare che, nella traccia iniziale “Call for Cthulhu: Orizon” ,al basso troviamo il mitico Fabio Pignatelli dei Goblin a creare atmosfere cupe e suggestive.
Line up: Davide Savarese (voce). Mattia Liberati (tastiere) Flavio Gonnellini (chitarre). Alessandro Di Sciullo (chitarre e tastiere) Marco Gennarini (violino). Antonio Coronato (basso) e Shanti Colucci (batteria e percussioni).

Winstons: The Winstons
Il trio lombardo degli Winstons, un super gruppo  composto da polistrumentisti di comprovata esperienza e talento - qua chiamati Linnon, Rob e Enro Winston-, hanno già lasciato un segno importante con il loro omonimo disco d’esordio per AMS Records.
Nelle dieci tracce dell’album per quasi 50 minuti di musica, eclettismo sonoro, raffinatezze strumentali ed eccellenti impasti vocali si intrecciano in incursioni su vari mondi: dalla Psichedelia Floydiana al Prog/Jazz, dallo Space Rock al Canterbury Sound con suadenti riferimenti al Brit/Pop fine anni sessanta.
Una miriade di benefiche sensazioni intercorrono tra musicisti e chi fruisce di questa prelibatezza discografica.
Interessante la copertina surreale dell'artista giapponese Gun Kawamura (cantante e chitarrista del gruppo glam-rock dei Blind Birds) che ha anche scritto due testi per un album che meriterebbe di avere risonanza internazionale, data la sua particolare architettura dell’arte dei suoni.
Line up: Roberto Dell’Era (Afterhours): basso, chitarra e voce. Enrico Gabrielli (ex Afterhours ora Calibro 35 e Mariposa): tasiere, sax, flauto e voce. Lino Gitto (Ufo): batteria, tastiere, voce.

Una nota di merito a ”Nebulosa”  disco d’esordio di una band di grande valore- diversamente giovane- quella dei savonesi Nathan che hanno sfiorato la top five ma hanno un posto particolare nel cuore del vostro blogger.

Per quanto riguarda il mio disco dell’anno non Prog (seppur vi siano reminiscenze e rimandi), la mia scelta è caduta su un concept album quasi interamente strumentale uscito a Novembre, si tratta di Drama (INRI/Tannen Records) il secondo full lenghts degli Ornaments che prende spunto da "Prometeo Incatenato",una delle tragedie attribuite ad Eschilo. In otto tracce, tra rock metal/psichedelico e afflati dark più fruibili l’ensamble lombardo/emiliano realizza un piccolo gioellino, tutto da apprezzare.

Line Up: Riccardo Bringhenti: batteria. Enrico Baraldi: basso. Alessandro Zanotti e Davide Gherardi alle chitarre e  Ospiti: Lili Refrain all’occasionale voce esoterica e Daniele Rossi al violoncello.

venerdì 23 dicembre 2016

Invernalia

Invernalia è il nuovo progetto del virtuoso polistrumentista/compositore/cantante argentino Aldo Pinelli, protagonista di alcuni album solisti e leader degli Habitat (vedi:
http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2012/01/habitat.html ). 
In questo disco targato Lizard Records, il musicista di Buenos Aires mette in evidenza un paesaggio sonoro sempre ricco di suggestioni e benefiche sensazioni.
Dieci tracce, per la maggior parte strumentali,per oltre 40 minuti di ottima proposta sonora, con un omaggio alla tragedia del Vajont ( 9 Ottobre1963) e un brano "La batalla de los cinco ejercitos ispirata all'Hobbit dello scrittore inglese J.R.R.Tolkien.
Nell'album oltre a Pinelli (chitarre,percussioni,basso,tastiere voce) suona il batterista Mario Pugliese coadiuvato nello strumento in due tracce da Roberto Sambrizzi, intervengono invece in brani singoli la flautista Paola Dolcera, il violinista Sebastian Calise e il pianista Eli Minervini.
Link utile: https://sound-park.it/album/torrent-188556-invernalia-aldo-pinelli-project-ex-habitat-invernalia-2015
Album consigliato: Invernalia (2015)

lunedì 19 dicembre 2016

Crystal Palace

I Crystal Palace sono una band di Berlino attiva fin dagli anni novanta, il nome trae origine dall'enorme costruzione londinese eretta a Hyde park nel 1851 per la prima esposizione universale, edificio distrutto da un incendio nel 1936.
Crystal Palace è anche il nome di una società calcistica di Londra fondata nel 1905 e militante attualmente nella massima serie Inglese.
Per quanto riguarda l'ensamble musicale, dopo l'esordio discografico "On the Edge of the World" del 1995 e dopo innumerevoli cambi di formazione, nel terzo millennio rilascia sei dischi in studio, la collection del 2005 "Through the years" e il live semiacustico autoprodotto "Pure" nel 2012.
Il loro sound è un neo prog melodico con sprizzate più heavy, un prodotto apprezzabile sebbene pecchi di oruiginalità. 
Sito ufficiale: http://crystalpalacemusic.de
Line up: Yenz Strurz: voce, basso. Frank Köhler: tastiere. Tom Ronney: batteria e Nils Conrad: chitarre.

Album consigliato: The system of events (2013)

sabato 17 dicembre 2016

Utopianisti

Utopianisti (nome composito formato dalla parola Utopia e da Nisti che in finlandese significa drogato) è un ensamble musicale poliedrico e in continua "rotazione" di strumentisti sorto nel 2010 da un'idea del polistrumentista/produttore/compositore finlandese Markus Pajakkala.
Tre dischi per il progetto dell'eclettico artista, membro dei Poutatorvi: band di jazz-funk elettronico con quattro lavori all'attivo.
Le uscite discografiche degli Utopianisti sono per per lo più strumentali, con uno stile che fluttua da un energico jazz fusion al folk della musica tzigana/balcanica, passando da situazioni più inclini al metal prog con sofisticate occhiatine orchestrali evirate "canterburiane".
Link utile: https://utopianisti.bandcamp.com

Album consigliato:The third frontier (2016)

mercoledì 14 dicembre 2016

Edensong

Gli Edensong sono una band originaria di Middletown cittadina del Connecticut, fondata nel 2002 dall'allora diciannovenne James Byron Schoen con un passato prog-metallaro tra gli Echoes of Eden e il suo amico Tony Waldman.
La band statunitense oltre a una compilation semi live nel 2010 dal titolo "Echoes of Edensong" ha rilasciato due dischi: "The fruit fallen" (2008) e il 30 Settembre di quest'anno l'ottimo "Years in the garden of years".
La musica degli Edensong è un interessante mix di prog hard sinfonico con influenze folkeggianti con momenti flautistici di grande impatto emozionale.
Sito Ufficiale: http://www.edensongtheband.com/homepage
Line up: James Byron Schoen: chitarre e voce. Tony Waldman: batteria, percussioni, voce. 
Stefan Paolini: tastiere, voce. TD Towers:basso, voce e al flauto Barry Seroff.


Album consigliato: Years in the garden of years (2016)

lunedì 12 dicembre 2016

Warpicks

I Warpicks sono una giovane band norvegese (originari di Sandvia) che, dopo un EP "Good Enough For Jazz" nel 2014, ha rilasciato il primo full lenght dal titolo "Age of exploration", in formato digitale il 14 Aprile 2016 http://warpicks.com/album/age-of-exploration.
Il loro esordio permeato di heavy progressive, sei tracce per 48 minuti di musica, è un concept album che narra le vicende di un coraggioso esploratore dei sette mari del 1680, il quale probabilmente non riuscirà a debellare un'ultima e definitiva tempesta.
Line up: Jannik V. Korsvold: chitarre, voce. Armin Amiri Koshyar: basso. Gjermund Førland Berg : batteria e Markus A. Skjærstad: chitarre.

Album consigliao: Age of exploration (2016)

domenica 11 dicembre 2016

Jack o' the clock

I Jack o' the clock sono una band californiana di Oakland, formatasi nel 2007 grazie a due studenti di composizione del Mills College (vedi https://www.mills.edu ): Damon Waitkus e Nicci Reisnour.
Il gruppo ha iniziato come trio acustico, con Waitkus alla chitarra/dulcimer /voce. Reisnour all' arpa ed Emily Packard: violino/banjo. Dopo poco tempo si è unito al trio il percussionista Jordan Glenn e l'ensamble ha cominciato ad effettuare performance live intorno alla Bay Area all'inizio del 2008. Nell'estate dello stesso anno si sono uniti al gruppo Jason Hoopes al basso e Kate McLoughlin al fagotto,flauto e voce mentre lasciava la band Nicci Reisnour che compare solamente in due tracce del primo disco autoprodotto "Rare Weather " del 2008.
Nell'arco di otto anni il gruppo californiano ha prodotto cinque album., l'ultimo dei quali "Repetitions of the old city-I" ( https://jackotheclock.bandcamp.com ) a Novembre 2016 con ospite in una traccia Fred Frith degli Henry Cow.
Il loro sound è orientato verso un folk progressive non fruibilissimo, un pò d'avanguardia ma certamente interessante.
Sito ufficiale: http://jackotheclock.com/Home.html

Album consigliato: Night loops (2014)

domenica 27 novembre 2016

Leptons

I Leptons sono una creatura del compositore/polistrumentista/cantante/produttore Lorenzo Monni classe 1986, cagliaritano di nascita ma veneto d'adozione fin dall'infanzia, già autore a proprio nome di tre dischi precedenti (vedi  http://www.lorenzomonni.com ).
Nell'unico album realizzato dal titolo "Between myth and absence" inciso nel 2015 per la label "Dodicilune Records", la versatilità creativa di Monni viene fuori in maniera eterogenea nelle quindici tracce dell'album.
Nei tre quarti d'ora del disco, infatti, troviamo germinazioni genesiasiane con riferimenti canterburiani, afflati jazzy con gioellini acustici che rendono il lavoro molto piacevole e mai monotono, capace di sorprendere in ogni traccia.

sabato 19 novembre 2016

Méséglise

Secondo lavoro per la band bolognese/modenese dei Méséglise di cui già parlammo su questo blog (vedi http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2014/10/meseglise.html).
"Stranamente sereno" (Lizard Records) è un disco emozionale che veleggia tra canzone d'autore e folk progressivo in modo suadente.
Dodici tracce per tre quarti d'ora di musica con due brevi strumentali posti al declinare del disco e tre "riprese in chiave new millennium" di brani dei Sithonia (la progband di Nannetti e Giovannini
( vedi http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2011/10/sithonia.html) ossia "Confusi in mezzo ai simboli" da "Lungo il sentiero di pietra" (1989) e l'accoppiata da Hotel Brun (1998) "Con altri occhi" e "Festa in collina".
Nel nuovo lavoro, piccolo gioellino acustico, s'intrecciano naturali propensioni semantiche/musicali di coniugare malinconia (vedi ad es. "L'attesa") e aperture a nuovi orizzonti (vedi "Con altri occhi").
Se poi il "Caporale Milt" (pezzo di punta del disco) al contrario del Piero deandreiano riesce a salvarsi la vita "forse l'Aprile mi ha portato fortuna" e chi giocherà "Con il pallone" non essendo della leva calcistica del 68 non avrà paura di tirare calci di rigore, allora la trama narrativa dell'ensamble emiliano potrà dirsi invitato alla "Festa in collina", non "vestiti di belle macerie", ma essendo portatori sani di poesia e melodia, per inneggiare queste qualità in una meravigliosa coniugazione.
Il disco cresce di ascolto in ascolto con il chitarrista/vocalist Marco Giovannini che ci trasporta con raffinatezza tra i poetici testi del tastierista/compositore Paolo Nannetti, storie che squarciano le nubi della massificata banalità odierna per farci visualizzare, nella pinacoteca del buon gusto,semplici immagini di godimento estetico.
Degne di nota anche le performance del drummer Maurizio Lettera, di Maya Seagull (basso, voce) e Maria Robaey (violino,mandolino), da segnalare infine la presenza in due brani del chitarrista dei Body & Soul ossia Alberto Celommi già con Kuzminac e Bertoli.
Nel libretto, grafica a cura di Liliana Corradini, troviamo i disegni della pittrice Paola Baiesi http://paolabaiesi.altervista.org/altervista.org/HOME.html che colpiscono per l'immediatezza e per lo stile di realizzazione.


domenica 13 novembre 2016

Corvus Stone

I Corvus Stone sono progetto multinazionale sbarazzino e creativo nato da un incontro casuale dei musicisti attraverso i social network.
Tre dischi di cui l'ultimo Corvus Stone Unscrewed del 2015 è in pratica un remix o un compendio di versioni alternative di brani già presenti nei precedenti dischi.
Particolarità del gruppo, che ha sede in Finlandia, è quella di non avere un cantante fisso ma nei vari brani si cimentano alcuni vocalist tra gli altri Blake Carpenter  e Sean Filkins.
Il loro sound è un rock progressive con influenze space e blues, un prodotto di grande qualità.
Line up:  Pasi Koivu :tastiere. Colin Tench: chitarre, cori e percussioni. Petri Lindstrom: basso. Robert Wolff: batteria. l'artwork è affidato a  Sonia Mota che funge in alcune occasioni da corista.
Sito ufficiale: http://www.corvusstone.com

Album consigliato: Corvus Stone (2012)

mercoledì 9 novembre 2016

Ut Gret

Gli Ut Gret sono una band del Kentucky che si è formata negli anni ottanta ma che solamente nel 1998 è arrivata alla realizzazione di un lavoro discografico con Time of Grets.
Nel terzo millennio ha rilasciato tre ottimi album: il triplo Recent Fossils (2006), Radical Symmetry (2011) e Ancestors' Tale nel 2014.
L'ensamble di Louisville prende nome dalla nota medioevale che corrisponde al Do (UT) e dal termine GRET che può corrispondere in slang alla sigaretta o anche ad una persona nomade.
Il tappeto sonoro del gruppo ha richiami canterburiani con inserimenti jazzistici di grande spessore, momenti progressivi con world music come scenario suggestivo.
Line up: Joee Conroy: basso e chitarre. Jackie Royce: fagotto e flauto. Steve Roberts: tastiere, mellotron, marimba, vibrafono e campionatori.Gary Pahler : batteria e percussioni e il clarinettista Steve Buono.
Sito ufficiale: http://utgret.wixsite.com/utgret

Album consigliato: Ancestors' Tale (2014)

domenica 6 novembre 2016

Yggdrasil

I Yggdrasil sono un gruppo delle Isole Faroe (baluardo più a Nord della Danimarca), da non confondere con il gruppo folk/metal svedese che ha lo stesso nome che è di derivazione della mitologia dell'area scandinava e il cui significato è "albero cosmico" che da la vita.
Gli "isolani" sono stati fondati nel 1980 dal pianista/compositore Kristian Blak, dal cantante  Eivor Palsdottir e dal sassofonista danese John Tchicai e nel corso dei decenni moltissimi musicisti si sono avvicendati,alcuni per un solo disco.
Dall'esordio discografico che risale al 1981, l'ensamble ha rilasciato  dodici dischi di cui cinque nel terzo millennio, quest'ultimi a nome di Kristian Blak & Yggdrasil.
Il loro tappeto sonoro è intriso di etno jazz ricco di improvvisazioni con deviazioni su vari generi tra cui possiamo riscontrare afflati progressivi.
Line up: Kristian Blak ( pianoforte, voce), Angelika Nielsen (violino), Hedin Ziska Davidsen (chitarra), Villu Veski (sassofono), Torleik Mortensen (contrabbasso) e
Per I. Højgaard Petersen (batteria).
Sito ufficiale: http://www.kristianblak.com/yggdrasil
Eccoli in una lunga performance live del 2015 a Surgut in Russia

Album consigliato: Yggdrasil  (2002)

Your Ten Mofo

I viennesi Your Ten Mofo sono una band che si è formata nel 2002, dopo un Demo nel 2004, hanno rilasciato un solo full lenght "Things Change While Helium Listen To Everyone"  nel 2006 per Wohnzimmer Records.
Il loro sound è una mistura tra accattivanti ed eteree melodie (in certi frangenti ricordano i Sigur Ros), virate più math rock per un apprezzabile prodotto finale.
Line up: Michael Parzer: voce e chitarra. Florian Parker: chitarra. Stefan Hartl: batteria e David Punz al basso.
Link utile: https://myspace.com/yourtenmofo/music/songs

Album consigliato: Things Change While Helium Listen To Everyone (2006)


sabato 5 novembre 2016

Koenjihyakkei

Se è responsabilità dei Magma quella di aver coniato in Kobaiano (la lingua inventata dal loro leader supremo Vander) il termine Zeuhl che significa Celestiale, è pur vero che molti gruppi anche nel terzo millennio si sono cimentati in questo complesso orientamento sonoro.
In Giappone gli Koenjihyakkei sono una band che ha percorso il cammino "magmatico" per quattro album di cui due nel terzo millennio.
Questo sottogenere del rock progressivo desta sempre meraviglia e stupore seppur la fruibilità non sia  semplice per tutti gli ascoltatori, i nipponici abbinano interventi copiosi di un canto lirico ai ritmi ossessivi e ai bassi pulsanti.
Line up attuale:Yoshida Tatsuya: batteria, voce. Sakamoto Kengo: basso, voce. Komori Keiko: fiati,
voce. Yabuki Taku:tastiere,voce e AH:voce
Sito ufficiale: http://www.skingraftrecords.com/bandhtmlpages/koenjipg.html

Album consigliato: Angherr Shisspa (2005)

giovedì 3 novembre 2016

I am three people

I Am Three People è un progetto one man band del polistrumentista/compositore finlandese Pekka Turunen originario di Espoo, una città di oltre 250000 abitanti della Finlandia meridionale, molto vicino ad Helsinki.
Il suo unico lavoro -interamente strumentale- di 38 minuti dal titolo Explore Vertical è stato composto e registrato "artigianalmente" presso la casa del musicista tra il 2009 e il 2012, un full lenght  ove Turunen suona tutti gli strumenti  e si colloca nel genere heavy rock progressivo. 
Link utile: http://iamthreepeople.bandcamp.com ove si può ascoltare e scaricare l'album gratuitamente.

Album consigliato: Explore vertical (2012)

Motoi Sakuraba

Motoi Sakuraba nato ad Akita il 5 Agosto 1965 è un compositore, arrangiatore e tastierista tra i più importanti a livello mondiale. 
Il nipponico è conosciuto sia per i suoi album di Prog (è stato membro fondatore dei Deja Vu, trio con un disco all'attivo "Baroque in the future" nel 1988) , sia per i suoi numerosi contributi musicali per svariati videogiochi, serie anime/manga e  fiction televisive.
Otto dischi come solista di cui quattro nel terzo millennio per un musicista virtuoso, tecnico  e di rilevante impatto emotivo, con performance live di apprezzabile livello. Le sonorità di Sakuraba sono solennemente sinfoniche ma con sublimi virate jazzistiche e melodie simil new age.
Sito ufficiale giapponese: http://ms-motion.com
Link utile: http://www.last.fm/it/tag/motoi+sakuraba


Album consigliato: Passage (2013)

Oak

Gli Oak, in italiano Quercia nonchè il nome di un fiore della floriterapia di Bach, che trattiamo in questo post non sono l'ensamble romano del versatile leader Jerry Cutillo vedi http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2013/04/oak.html che, nel frattempo ha dato alle stampe nel 2015 "Viandanze" e sta preparando un album su Giordano Bruno il monaco/filosofo campano della fine del 500 , ma bensì un gruppo norvegese con un solo disco all'attivo nel 2013 dal titolo "Lighthouse" di 52 minuti, album mixato e masterizzato presso i Fascination Street Studios dal noto produttore Jens Bogren (Opeth, Katatonia, Symphony X, Paradise Lost).
Il quartetto di Oslo senza pretese di essere originale propone un non banale crossover sonoro tra malinconiche ballads e proiezioni similoniriche con virate più heavy, per un prodotto di buona levatura artistica. Per il 2017  è previsto, dopo una recente e intensa attività live, un nuovo disco.
Line up : Simen Johannessen Valldal: voce, tastiere. Øystein Sootholtet: basso, Ole Michael Bjørndal: chitarre e Sigbjørn Reiakvam: batteria, percussioni.
Sito ufficiale: http://www.oakinoslo.com

Album consigliato: Lighthouse (2013)

lunedì 31 ottobre 2016

Eatliz

Gli Eatliz sono un ensamble israeliano formatosi nel 2001 grazie al desiderio di un nuovo progetto musicale del chitarrista Guy Ben Shetrit, membro della punk rock band degli Infetzia attiva fin dal 1995.
In quattro album tra il 2007 e il 2014, la band ha dimostrato di possedere un buon senso melodico attraverso virate pop  intervallate da elementi prog, heavy metal, jazz e folk.
Caratteristica precipua della band sono i live act mai banali, sempre molto vivaci e creativi come i video realizzati e premiati in più concorsi tipo lo Spike Lee Award.
Attuale line up: Sivan Abelson: voce , Omer Hershman : chitarra e voce. Guy Ben Shetrit: chitarra. Noam Shaham: contrabbasso e Omry Hanegby : batteria, percussioni.


Album consigliato: Violently Delicate (2007)

Yossi Sassi Band

Con oltre vent’ anni di esperienza come produttore/compositore / arrangiatore, nonché co-fondatore della prog metal band  "Orphaned Land" (sei dischi di cui quattro nel terzo millennio vedi http://www.orphaned-land.com ) Yossi Sassi è una delle più importanti figure della scena musicale israeliana.
Il suo progetto solista è attivo dal 2011 e ha rilasciato tre dischi :“Melting Clocks” (2012) , “Desert Butterflies” (2014) e il 25 Maggio 2016  “Roots and Roads”, tutti lavori ove coniuga con attenzione elementi più heavy e passaggi folkeggianti etnici per un ottimo prodotto.
Da rimarcare che Sassi ha inventato lo strumento Bouzouki-Chitarra (Bouzoukitara) che sviluppa un suono davvero interessante e unico, possiede  anche un harem di svariate chitarre che usa con grande perizia tecnica.
Ha condiviso -in questi anni  - il palco con artisti come Metallica, Steve Vai, Marty Friedman, Steven Wilson, Dave Lombardo e tanti altri….ciò dimostra il valore di questo musicista.
Sito ufficiale: http://yossisassi.com

Album consigliato: Roots and Roads (2016)


domenica 30 ottobre 2016

Backnee Horn

Il percorso musicale dei Backnee Horn è iniziato nel 2006 come trio ad opera di Rudi J (batteria), Yevgeny Kushnir (chitarre) e Shimon Afriat (basso, tastiere).
Successivamente con l’arrivo del mellotronista Zohan Cohen sono riusciti a rilasciare il loro primo full lenght nel 2009.
Dopo cambi di line up in cui l’ensamble israeliano è divenuto anche quintetto per la realizzazione del secondo disco nel 2011, per la terza (2012) e quarta (2014) uscita discografica sono ritornati ad essere terzetto con Rudi J –tassello permanente- sempre alla batteria coadiuvato dai polistrumentisti Alex Furman e Rogi Niniart.
Il loro sound - estremamente interessante- riecheggia il krautrock dei seventies con ardite sperimentazioni elettroniche dal sapore psichedelico.
Link utile: https://backneehorn.bandcamp.com
Questo è il primo disco 

Album consigliato: Backnee Horn II° (2011), qua da ascoltare per intero...

Teliof

Autori di un solo ma ottimo disco nel 2008, gli israeliani Teliof (nome che è una crasi atipica di tale of ) sono una band creata dal leader chitarrista Yuval Aviguy attraverso ricerche dei musicisti in rete e su dei forum.
Il loro full lenght è cantato in inglese sia per l’aspirazione di raggiungere un pubblico internazionale sia per il fatto che la vocalist/flautista Kristine Sykes non parla l'ebraico.
Il tappeto sonoro è eclettico, spaziando -nei suoi tre quarti d’ora di durata del disco- da parti più prog sinfoniche a momenti più rock melodici con passaggi jazz/fusion folkeggianti.


Album consigliato: Is It? (2008)

Stormy Atmosphere

Gli Stormy Atmosphere sono un gruppo israeliano di progressive metal formatosi intorno al 2002 ad opera del tastierista Eduard Krakov e del cantante Teddy Shvets.
Hanno finora rilasciato due dischi: l’autoprodotto Colorblind nel 2009 e Pent Letters il 14 settembre del 2015 per la label Total Metal Records.
Il loro indirizzo sonoro è un prog metal con elementi gotici e un tocco sinfonico.
Nel dna del loro sound c’è una buona musicalità ed è interessante la contrapposizione di tonalità dei due vocalist:Teddy Shvets(uomo e più canonico metal) e Dina Shulman(donna e più orientata alla lirica).
Gli altri componenti del gruppo sono: Eduard Krakov  (tastiere), Max Man  (basso), Stas Sergienko (chitarra) e il batterista Shaked Furman .


Album consigliato: Pent Letters (2015)

venerdì 21 ottobre 2016

Garmarna

I Garmarna sono un poliedrico gruppo svedese attivo discograficamente negli anni novanta (quattro dischi) con due incursioni nel terzo millennio: "Hildegard von Bingen" nel 2001 che prende il titolo e le musiche di una Badessa/Compositrice tedesca medievale dalla storia personale molto interessante (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen) e dopo una lunga pausa "6" nel 2016.
Il sound dell'ensamble scandinavo è sempre una via di mezzo tra tradizione (strumenti classici) ed elettronica (campionamenti drum- loop) con incursioni in svariati universi dal Folk-Progressive al Tri Hop, il tutto sopportato dall'eccellente vocalità di Emma Hardelin.
Sito ufficiale: http://fearmusic.se
Line up attuale: Emma Hardelin (voce, violino) Gotte Ringqvist (chitarra, violino e cori)
Jens Höglin (percussioni) Rickard Westman (chitarra, basso, e-bow) e Stefan Brisland-Ferner (violino, ghironda e campionatore)


Album consigliato: Hildegard von Bingen (2001)

giovedì 20 ottobre 2016

Khan Tengri

Il polistrumentista/compositore canadese Allister Thompson dopo svariati episodi discografici a nome de The Gateless Gate, approda "musicalmente" nell'Aprile 2016 sul Khan Tengri, una montagna alta 7010 mt.  la cui cima è il punto di unione dei confini di Cina, Kazakistan e Kirghizistan.
Il progetto Khan Tengri si orienta verso una psichedelia space rock progressiva che deve molto agli anni settanta, il disco Aeons (9 tracce per oltre 68  minuti) è dedicato alla memoria del mitico Daevid Allen, il fondatore dei Soft Machine e dei Gong.
Thompson ,more solito , nel disco si cimenta in tutti gli strumenti e nelle parti cantate, mentre la batteria e le percussioni sono suonate da Tim Timleck.
Sito ufficiale: http://www.thegatelessgate.net
Link utile: https://thegatelessgate.bandcamp.com/album/aeons

Album consigliato: Aeons (2016)

Aardvark

Gli Aardvark sono una band finlandese omonima di un quartetto britannico che, nel 1970, fece uscire un solo disco molto sound Hammond e senza chitarrista.
Il nome del gruppo prende origine da un mammifero notturno africano, un insettivoro di medie dimensioni.
Dopo un oscuro disco d'esordio nel 2000 dal titolo "Nocturnal Mammal" i finnici hanno rilasciato nel 2006 "Tuntematon Sotilas" per la Mellow Records del mitico Mauro "Faraone" Moroni, un concept album che trae ispirazione dal romanzo "Unknown Soldier" del 1954 di Vaino Linna dedicato alla memoria dei 95000 finlandesi che hanno perso la vita durante la seconda guerra mondiale. 
Il disco, con un cantato in lingua originale, ha nella parte sinfonica con afflati seventies hardrock la sua plusvalenza di godimento estetico.
La line-up: Ari Naappa:chitarra / mandolino Riku Luostan: tastiere, Juha Sarkioja: basso, Timo Sivula:batteria e Tero Arteli: voce. Una particolarità dell'album è quella di essere stato registrato individualmente in luoghi diversi: Luostan ha registrato le sue parti di tastiera nella sua fattoria in Nuova Zelanda, Sivula ha eseguito le sue parti percussive in uno studio a Singapore, mentre il resto dei membri erano in Finlandia.
Link utile: https://mellowrecords.bandcamp.com/album/aardvark-tuntematon-sotilas

  
Album consigliato: Tuntematon Sotilas (2006)

mercoledì 19 ottobre 2016

D Sound

I D Sound sono un ensamble ungherese formatosi grazie al chitarrista / tastierista / cantante Zsolt Dezso Murguly. Il polistrumentista magiaro  assieme al batterista Adam Foldes, al tastierista Csaba Varga e alla cantante-per un brano solo- Liza Vargane rilascia il disco d'esordio "Kisember" nel 2002, due anni dopo sempre con Foldes e l'aggiunta di Ladanyi Tibor (tastiere) e Takacs Jozsef (basso) pubblica il secondo disco "Balkan".
Il sound del gruppo vira verso uno space prog rock d'atmosfera con cenni psichedelici, i lavori sono prevalentemente strumentali con cantato in lingua ungherese.
Link utile: https://www.facebook.com/D-Sound-123127601076492/#

Album consigliato:Kisember (2002)

mercoledì 12 ottobre 2016

Mr.Toad

L’inizio della storia del progetto Mr.Toad si materializza nel 1998 allorquando il chitarrista Maor Arbitman e il cantante/pianista  Shimry Mesica decidono di fondare un duo (Katross il nome) dalle reminiscenze sonore del folk-rock inglese anni settanta.
Con l’arrivo dell’ottima flautista Dana Eizen mutano il nome in Mr.Toad  (Mr. Toad è uno dei personaggi principali del romanzo uscito nel 1908 “The Wind in the Willows” dello scrittore scozzese Kenneth Grahame)
Con l’ausilio di altri musicisti-tutti di formazione classicheggiante- l’ensamble esce discograficamente nel 2003 con uno splendido disco "Trench Art"  di soli 39 minuti ma altamente raccomandato.
Il lavoro, totalmente acustico, è prevalentemente folkeggiante con virate jazzistiche e melodie sinfoniche di gradevole fruizione, anche le parti cantate sono calde e suadenti.
Un vero peccato che il gruppo non abbia prodotto un seguito a questo unico fascinoso album, la flautista Dana Eizen fa ora parte di una tribute band dei Camel chiamata The Humps (Le Gobbe).
Link utile:https://myspace.com/mrtoadband

Album consigliato:Trench Art (2003)




venerdì 30 settembre 2016

Samurai of Prog

I Samurai of Prog sono un progetto multinazionale  estremamente ambizioso che, in soli quattro album (Undercover (2011), Secret of disguise (2013), The imperial hote (2014) e Lost and found (2016)), hanno già lasciato un segno rilevante nella sfera progressiva del nuovo millennio.
I componenti "fissi" della superband sono nomi  conosciuti dai progfans: l'italiano ma finlandese di residenza Marco "Colossus" Bernard (basso) il finnico Kimmo Porsti dei Mist Season (batteria e percussioni) e lo statunitense Steve Unruh dei Resistor (voce, chitarra, violino e flauto).
In tutti i dischi il magnifico trio è stato affiancato da numerosi ospiti tra cui il mitico chitarrista Roine Stolt, Linus Kase (Anglagard), Robert Webb (England), Kamran Alan Shikoh (Glass Hammer) David Myers (The Musical Box), Ken DeLoria (Quill), Jonas Reingold (Flowers Kings) e la voce "Yes" Jon Davison.
Il loro sound ha afflati vintage di un prog sinfonico seducente ma tutto viene consolidato da una capacità di armonizzazione e di arrangiamento di eccelso livello.
Sito ufficiale: http://www.thesamuraiofprog.com/home.0.html
Link utili: http://athosenrile.blogspot.it/2015/02/the-samurai-of-prog-imperial-hotel.html
http://athosenrile.blogspot.it/2016/04/the-samurai-of-prog-lost-and-found.html

Album consigliato: The imperial hotel (2014)

mercoledì 28 settembre 2016

Resistor

I Resistor, entità progressiva statunitense di ottimo livello, prendono forma nel 2008 allorquando il talentuoso polistrumentista/compositore Steve Unruh  decise di creare parallelamente alla sua "formidabile" carriera solistica 
(vedi: http://progressivedelnuovomillennio.blogspot.it/2016/09/steve-unruh.html ) un gruppo che potesse  emozionare con una ricerca vintage della creazione sonora.
Unruh  scelse di chiamare il gruppo Resistor (Resistenza in italiano) in quanto ensamble formato da "tre ingegneri elettronici e un elettricista" e anche  perché il concetto della parola resistenza ha connotazioni di fedeltà e lotta per le proprie radici e idee.
Quattro album in studio e un live per questa band capace di trasportare il fruitore in lande progressive dall' heavy al folk con la voce di Steve Unruh sempre evocativa e suadente.
Line up:  Steve Unruh (voce, violino, flauto e chitarra), Fran Turner (chitarra), Barry Farrands (percussioni, batteria,voce) e Rob Winslow (basso)
Sito ufficiale: http://www.steveunruh.com/resistor.html

Album consigliato: Rise (2010)

martedì 27 settembre 2016

Steve Unruh

Steve Unruh, poliedrico e virtuoso polistrumentista statunitense, come one man band ha rilasciato dal 1997 al 2014 nove album di cui sette nel nuovo millennio.
La sua particolare versatilità musicale unita alla capacità compositiva, ha fatto sì che le produzioni di questo artista siano intrise di profonda e coinvolgente bellezza.
La base è folk progressiva di matrice cantautorale ma l'eclettico musicista residente a Providence, capitale dello stato del Rhode Island, nei suoi interessantissimi album ha allargato gli orizzonti attraverso sonorità non solo meramente acustiche.
Da ricordare le sue collaborazioni attive negli Egeria Jazz Trio, The Dayfly 4, Sign of Saturn, Willowglass, Resistor e Samurai of Prog.
Sito ufficiale: http://www.steveunruh.com

Album consigliato: Two little awakenings (2001)

lunedì 26 settembre 2016

Zenerik

Gli Zenerik sono un combo greco fondato nel 2014 dalla bassista/compositrice Lina Fontara, membro dell'ensamble sperimentale Popi's Orchestra.
L' unica uscita discografica-finora- risale al 2015, si tratta dell'album Yenesis che dura soli 35 minuti per sei tracce strumentali in cui le linee melodiche si inframezzano a momenti più cerebrali più orientati ad un jazz rock d'avanguardia passando su territori più prettamente psyco prog con notevoli incursioni fiatistiche.
Line up: Lina Fontara (basso), Tsaggali Dee (flauto, clarinetto, sassofono soprano), Zacharias Kotsikis (chitarra) Andonis Papazoglou (batteria, percussioni) e Alexandros Kritikos (tromba).
Link utile: https://soundcloud.com/zenerik-yenesis


Album consigliato: Yenesis (2015)

sabato 24 settembre 2016

Ephrat

Gli Ephrat sono stati fondati nel 2005 dal polistrumentista compositore Omer Ephrat. 
La band israeliana ha rilasciato un album nel 2008 dal titolo "No one's words" mixato dal "guru" Steve Wilson con gli interventi vocali di Petronella Nettermalm (Paatos) e Daniel Gildenglow (Pain of Salvation).
In questo unico lavoro vi sono passaggi strumentali davvero ottimi con serpentine chitarristiche di spessore, interventi flautistici calibrati, sprizzate di prog metal un pò darkeggiante e ragguardevoli special guest vocali.
Line up: Lior Seeker: voce. Omer Ephrat: chitarra, tastiere , flauto. Gili Rosenberg: basso e Tomer Z alla batteria.
Link utile:http://www.deezer.com/artist/619213?autoplay=true

Album consigliato: No one's words (2008)

venerdì 23 settembre 2016

Realeaf

I Realeaf band israeliana formatasi nel 2006 da un quartetto di giovani entusiasti polistrumentisti, ha all'attivo due album Possibly not nel 2007 e Rocket Rain nel 2009.
Sonorità ricche e varie seppur orbitanti nell'ambito dello space rock progressivo con melodie multivocali e riferimenti netti a certe partiture dei Porcupine Tree.
Line up: Yuval Goren: voce solista, chitarra, charango, flauto. Omri Azaria: synth, piano,voce. Gal Hochberg: batteria, percussioni, pianoforte, voce e Shay Basan: basso, voce.
Link utile: https://myspace.com/realeaf

Album consigliato: Possibly not (2007)

giovedì 22 settembre 2016

Tatran

I Tatran di Tel Aviv si sono formati nel 2011 grazie a Offir Benjaminov (basso), Tamuz Dekel (chitarra) e Dan Mayo (batteria).
Il trio ha rilasciato "Shvat" il primo e-finora- unico disco in studio nel 2014, lavoro totalmente strumentale con dieci tracce inedite e una elegante cover beatlesiana di Strawberry fields forever.
Nel Novembre 2015 è uscito un eccellente live dal titolo "Soul ghosts" che ha aperto la via per un mini tour negli Stati Uniti tra Maggio e Giugno di quest'anno.
Il sound del giovane trio è corposo, spaziando dal jazz/rock/fusion al post rock d'avanguardia, sempre con tecnica e "anima".
Sito ufficiale: http://www.tatranmusic.com

Album consigliato: Shvat (2014)

Kruzenshtern & Parohod

Kruzenshtern & Parohod è un ensamble musicale sorto a Tel Aviv nel 2002 dalla mente di Igor Krutogolov, compositore/bassista/fisarmonicista/cantante/produttore israeliano.
L'eclettico Igor, affiancato da due ottimi strumentisti quali Ruslan Gross (clarinetto) e Guy Shechter (batteria), ha dato vita ad un progetto estremamente interessante con tre album ufficiali in studio e due live, a volte accompagnati da musicisti ospiti.
I booklet sono spesso realizzati con disegni originali dello stesso Igor.
Il trio è divenuto-nel tempo- un fenomeno di primo piano sulle scene alternative d'avanguardia, grazie alle loro ispiratissime composizioni inedite ricche di energia poliedrica seppur molto lontane da un ottica commerciale.
Una proposta artistica che si evolve dinamicamente dal valzer/polka al punk rock, dal klezmer di tradizione ebraica al grindcore più death metal, dal rock progressive al free jazz.
Sito ufficiale:http://www.parohod.net
Eccoli live nel 2004.

Album consigliato: The craft of primitive klezmer (2003)